La pittura ad olio rappresenta la parte più cospicua della produzione di Ermanno Michelotti. Qui il paesaggio e la natura friulana sono i grandi protagonisti, assieme ad un’accurata resa degli effetti luministici. E’ lo stesso artista a sottolineare il suo amore per il Friuli e per la natura, in occasione della sua mostra personale tenuta alla Galleria San Vidal-Ucai, a Venezia, nel febbraio 1996: “Ippolito Nievo ha definito il Friuli “un piccolo compendio dell’Universo”. Di questo universo, io, amante della natura, ho cercato di cogliere alcuni aspetti e di trasferirli sulla tela”.
PITTURA A OLIO
Ultima neve di Primavera
Tra i temi ricorrenti e più riusciti, c’è sicuramente quello della neve. In “Ultima neve di primavera” (secondo premio alla ventesima biennale d’arte del Friuli-Venezia Giulia della Galleria Tiepolo di Udine), ad esempio, Michelotti riesce a rendere lo sciogliersi della neve – appena accennata e vaporosa come il cotone – che pare ritrarsi sotto i nostri occhi lasciando spazio al verde primaverile dell’erba e al viola dei narcisi, suggerendo così il significato di un rifiorire della vita dopo l’inverno. Un effetto che infonde movimento e dinamismo all’opera.
Piazza San Giacomo innevata
Di grande suggestione “Piazza San Giacomo innevata”, virata nei toni del grigio e del rosa, dove un elegante tocco, in punta di pennello, dipinge, con grazia quasi barocca, la preziosità del prospetto rinascimentale della chiesa udinese, con una luce morbida che promana da un cielo plumbeo di neve.
Solitudine
Spesso il paesaggio comunica una forte carica simbolica. E’ il caso di “Solitudine” (opera segnalata alla mostra “Artisti italiani” della “Scoletta S. Zaccaria” di Venezia. La composizione è dominata dal protagonismo di due scarni alberi rinsecchiti, a suggerire sentimenti, appunto, di solitudine e malinconia. Ad ammantare la scena di un’atmosfera serena è, però, ancora una vola la luce che accende di bianco le nuvole dello sfondo e investe anche i due alberi, in un riuscito gioco di chiaroscuri. Quest’opera, inoltre, testimonia l’approdo della tecnica di Michelotti ad una maggiore sintesi nella resa del paesaggio.
Cascata tra i rami
La medesima tecnica emerge anche in “Cascata tra i rami” – opera segnalata alla mostra al Caffè San Marco a Cividale -. In primo piano, poche pennellate di bianco suggeriscono la schiuma dell’acqua che scorre tra le rocce, mentre sullo sfondo la diversa intensità del verde degli alberi conferisce profondità alla scena.
Fiume Tagliamento
In “Fiume Tagliamento” (opera segnalata alla mostra collettiva tenutasi al Parlamento di Strasburgo) la staticità del paesaggio montano, con un fiume in primo piano, è animata dalla luce che promana abbagliante e infonde un’atmosfera azzurrina alle montagne che fanno da sfondo alla composizione, quasi a suggerire l’indicibile presenza di Dio.
RITRATTI
La ritrattistica costituisce un’altra parte importante dell’opera di Ermanno Michelotti, capace di cogliere l’essenza del carattere del personaggio, interpretandolo sempre con un atteggiamento di umana simpatia.
ARTE SACRA
La spiritualità che accompagna tutta l’opera di Michelotti si traduce anche in alcune opere di carattere specificatamente sacro, realizzate principalmente per la chiesa parrocchiale d’appartenenza dall’artista, quella di San Giovanni Bosco, presso il Bearzi, a Udine.
Qui, è esposto un ciclo di santi e beati, realizzato, con la tecnica dell’olio su tela, presentato alla comunità il 18 dicembre 2005 e dedicato a tre figure di recente canonizzazione o beatificazione – il friulano padre Luigi Scrosoppi, Papa Giovanni XXIII, Madre Teresa di Calcutta – e a due santi salesiani: Domenico Savio e madre Maria Domenica Mazzarello. Anche qui emerge una solida abilità nel far emergere il carattere ed esprimere i diversi carismi dei personaggi rappresentati, tramite uno stile che si fa quasi iper realista.
Madre Teresa di Calcutta
Madre Teresa di Calcutta è colta nell’intenso abbraccio ad un bambino – che ad essa si abbandona sicuro – mentre lo sguardo della santa appare rivolto verso una luce che illumina entrambi, quasi a simboleggiare l’attitudine di Madre Teresa a vedere nel povero la presenza di Dio.
Domenico Savio
San Luigi Scrosoppi
Attualizzata e tradotta in termini moderni appare la figura di un giovane e sorridente “Domenico Savio”. In “San Luigi Scrosoppi” viene ripresa l’iconografia tradizionale del santo friulano della carità, che si staglia su uno sfondo di vibrante luminosità, cangiante dai toni del marrone al bianco.
Crocifissione
Sempre per la parrocchiale di San Giovanni Bosco, Michelotti ha realizzato, nel 2011, anche il ciclo di quindici stazioni della Via Crucis (olio su tavola). Si tratta di opere di piccole dimensioni in cui lo scopo didascalico e descrittivo è tradotto in scene delicatamente animate e mosse, in uno stile classicheggiante che sembra guardare a modelli ottocenteschi. Particolarmente riuscita la stazione dedicata alla Crocifissione, con il bellissimo contrasto tra l’azzurro livido del cielo e il bianco di un brandello di nuvola che taglia la scena, alle spalle del Cristo, creando un efficace effetto drammatico.
Angeli del Tabernacolo
Da notare che alla canonica serie di 14 stazioni, Michelotti ne ha aggiunta una quindicesima, “nell’idea che la preghiera cristiana nella contemplazione della passione – affermò in occasione della presentazione del ciclo, il 6 marzo 2011 – non può fermarsi alla morte, ma deve guardare al di là, allo sbocco di cui i Vangeli ci parlano, e cioè la Resurrezione”.
Infine, per la chiesa di San Giovanni Bosco, Michelotti ha dipinto due angeli, di gusto liberty, ad adornare la nuova sistemazione del tabernacolo.
San Michele arcangelo
Madonna della zucca
Per la chiesa di San Michele, a Modotto di Moruzzo, Michelotti ha realizzato una grande tela raffigurante “San Michele arcangelo”nell’atto di uccidere il diavolo. Anche in questo caso si sente un’ispirazione liberty nella resa delle grandi ali variopinte, con il colore che si fa cangiante nei toni del rosa e del verde, in contrasto con i violenti rossi delle fiamme infernali e l’asprezza delle rocce in primo piano. La stessa chiesa ospita anche una “Madonna della zucca”
Trasfigurazione
Stessi stilemi classici della Via Crucis del Bearzi si ravvisano nella grande tela della “Trasfigurazione”, custodita nella cappella dell’altare maggiore, nella chiesa di Albaredo d’Adige (Verona), opera che si caratterizza per il raffinato gioco di luce che promana dalla figura del Cristo, assiso in una corona di nuvole assieme a Mosè ed Elia, per poi effondersi sugli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni.
ACQUERELLI
Piacevole la produzione acquerellistica di Michelotti, dove emergono raffinata sensibilità coloristica e leggerezza di tocco.
Castello di Magnano in Riviera
Rocca Bernarda
Ne è un esempio l’ampia serie di lavori dedicati ai Castelli friulani – Moruzzo, Magnano in Riviera, Gemona, Susans, Villalta, Cassacco, Rocca Bernarda – tutti avvolti da una chiara luminosità, tra azzurrini del cielo, chiarissimi verdi della natura e i tenui contrasti di luci ed ombre nella resa degli edifici.
GRAFICA
Molto ampia la sezione delle grafiche, con acqueforti, acquetinte, puntesecche, in cui emerge la capacità di disegno dell’artista. Ciò avviene, ad esempio, per la serie di scorci cividalesi realizzati per il calendario della Farmacia Fontana nel 1995, che denotano una capacità di resa prospettica degli scorci.
Contemplazione
In “Contemplazione”, il segno si fa sintetico e leggero, e l’uomo, ritratto di spalle di fronte all’infinito del mare e con la sua figura che si sdoppia e si allunga nell’ombra riflessa sull’acqua, assume profondo valore simbolico divenendo metafora del rapporto tra uomo e infinito, tra uomo e mistero della trascendenza.


































